Due giorni di workshop, il 17 e il 18 maggio 2010, all’Osservatorio di Brera. Qui c’è il programma.

In preparazione al workshop, le esperienze passate del gruppo Racconti di scienza sono state raccolte in un sito che ora ospita anche un canale YouTube.

Per coincidenza

9 novembre 2009

[Racconto di Anamaria Voicu, selezionato come vincitore tra quelli prodotti nel laboratorio di scrittura e scienza tenuto da Robert Ghattas al Liceo Scientifico Alessi di Perugia, nella primavera 2009].

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Bibip… Bibip… Bibip… la sveglia delle sette suona proprio quando sogni qualcosa di bello, il cuscino non è mai stato così comodo e la coperta è più calda che mai. Eu lo non si ferma… Bipip… Bibip… Bibip… fino a che, alla fine, sei costretta a svegliarti e smanacciare per non sentirla più.

Maddalena, come tutti i ragazzi della sua età, odiava il momento in cui si doveva svegliare, il lunedì soprattutto, il primo giorno di un’altra settimana di scuola. Odiava quelle quatto pareti quando fuori c’era il sole. Per non parlare delle due ore di matematica. Odiava di più fare tutti quei conti o la professoressa che a lei sapeva dire solo una parola, quattro?

La lezione, quel lunedì, era peggio di quanto si aspettasse: le rette, con le solite definizioni che non serviranno mai niente a nessuno. Sulla lavagna c’era scritto:

Rette incidenti: rette che hanno un solo punto in comune.

Rette parallele: rette distinte di uno stesso piano che non hanno alcun punto in comune.

Rette coincidenti: rette parallele che hanno un punto in comune.

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Storia di una ics

9 ottobre 2009

[Racconto di Matteo Cianchetti, selezionato tra quelli prodotti nel laboratorio di scrittura e scienza tenuto da Robert Ghattas al Liceo Scientifico Alessi di Perugia, nella primavera 2009].

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“Io sono nata per essere un 2!!!” Ripeteva morbosamente dentro di sé la nostra incognita.

“Perché devo essere risolta da un ragazzo che non sa niente di matematica?”.

E, ogni volta che veniva trascritta qualche quadretto più in basso, le sue lamentele aumentavano: “No, ragazzo, non va bene! Hai sbagliato!! Non hai cambiato il segno!”.

Cominciava a perdere ogni speranza, e come criticarla? Il suo destino era stato messo in mani altrui, e lei non poteva ribellarsi, gridare, reagire: era sola e in balia di qualcosa di più grande e più forte. Leggi il seguito di questo post »

[Racconto di Faina&Mercanti, selezionato tra quelli prodotti nel laboratorio di scrittura e scienza tenuto da Robert Ghattas al Liceo Scientifico Alessi di Perugia, nella primavera 2009].

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C’era una volta uno studente che si chiamava Cesare, una persona molto complessa, e non sapendo che scrivere si mise a parlare d’Irene e di Raffaele. Irene e Raffaele non sapevano che scrivere; Irene, pur avendo molta immaginazione, si arrese e non scrisse nulla, mentre Raffaele, il quale adorava il realismo, si mise a scrivere di Quo. Anche Quo non sapeva che scrivere, ma essendo una persona razionale, si mise a scrivere di Zaccaria. Lui era un tipo molto strano perché diceva d’essere intero, ma nessuno capiva interamente cosa intendesse, il quale come gli altri non sapeva cosa scrivere, ma alla fine decise di scrivere di Nicoletta. Lei amava la natura e, naturalmente, anche lei non sapeva cosa scrivere, alla fine decise di parlare di una classe di 19 studenti.

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Matematica calcistica

25 settembre 2009

[Racconto di Lorenzo Papini, selezionato tra quelli prodotti nel laboratorio di scrittura e scienza tenuto da Robert Ghattas al Liceo Scientifico Alessi di Perugia, nella primavera 2009].

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David sbadigliava annoiato. Il professore di matematica aveva iniziato la sua lezione da poco più di quindici minuti, un misero quarto d’ora e lui già si annoiava a morte. Noia che manifestava con sbadigli puntuali ogni cinque minuti. Nell’arco dell’anno scolastico, o, come lo definiva lui, dei sei mesi di sofferenza, il professore l’aveva già rimproverato più volte per quei comportamenti e quegli sbadigli. “Bravo David, continua a sbadigliare, a ignorare la matematica e a inseguire un pallone. Voglio proprio vedere dove finirai quando quel pallone si bucherà”, gli diceva. Leggi il seguito di questo post »

Quattro racconti matematici

25 settembre 2009

La scuola raccontata con gli occhi della matematica è fatta di compiti in classe, interrogazioni, intervalli, gioco del calcio e… innamoramenti. Nella primavera 2009, gli studenti delle seconde F e G del Liceo Scientifico Alessi di Perugia hanno partecipato a un laboratorio di scrittura e scienza tenuto da Robert Ghattas (che ne parla su Alice&Bob, nel numero che uscirà nell’autunno 2009: è tutto un fatto di stagioni!). Ne sono nati sedici racconti vivi e vivaci. Ne abbiamo selezionati quattro, che pubblichiamo nelle prossime settimane: