Ipazia a Tagliacozzo

30 Giugno 2008

Se siete in Abruzzo il 5 luglio, al Teatro Talia di Tagliacozzo, L’Aquila, alle 21.30, c’è lo spettacolo “Senza fine” scritto da Maria Rosa Menzio.

Vi si racconta la storia di Ipazia, matematica, astronoma e filosofa vissuta tra il IV e V secolo ad Alessandria d’Egitto e considerata la prima martire della libertà di pensiero.

Maria Rosa Menzio è regista e interprete insieme a Simonetta Sola e Fanny Oliva. Il progetto è di Teatro e Scienza.Il programma della manifestazione in cui viene messo in scena è qui.

Un’altrui sfida

6 Gennaio 2008

Leggo su fem, il blog di Francesca Magni, un post che parla di un mio post postato altrove. E chi se ne frega? Io ovviamente. Ma forse anche voi se vi mettete a leggere i commenti che ne sono sgorgati. Di commento in commento si arriva a un racconto e da lì alla segnalazione di una sfida rilanciata nel blog di Remo Bassini. La lancia Barbara Garlaschelli e forse sarebbe interessante che le arrivassero un po’ dei nostri racconti con la scienza a fianco.

Che ne dite? Se vi va bisogna mandare 1.800 battute entro fine gennaio a cortosipuofare@gmail.com, giusto per provare a navigare su altri mari e soprattutto sotto altrui guide.

Autopsia di una lavatrice

19 Ottobre 2007

“Muore una lavatrice e c’è chi fa di tutto per poterla dissezionare. Una casalinga, un tecnico e un coro di ragazzi segue in diretta lo squartamento della macchina, operato da un professore che da essa estrae la storia di una città e della sua gente, ma alla fine…”.

“L’autopsia è per la conoscenza dell’uomo”, diceva Diderot. Oggi, qualcosa sull’interno dell’uomo lo sappiamo. Ma cosa sappiamo delle macchine che ci circondano? Sono sempre di più. Le usiamo sempre più frequentemente. E sempre più inconsapevolmente. Così il passo è breve. Oggi “l’autopsia è per la conoscenza delle macchine”.
A Pordenone, il 26 ottobre 2007, 20.30, presso il Convento di San Francesco, nell’ambito delle manifestazioni “Pordenone ScienzArtAmbiente” sarà rappresentata la
lezione-spettacolo “Autopsia di una lavatrice” di e con Vittorio Marchis, con la regia di Carla Manzon.

Insomma, Vittorio Marchis farà dell’autopsia di una macchina, la storia di una tecnologia, di un’impresa, di una città. Un pezzo di storia industriale del nord-est italiano. Un racconto che parte da viti, bulloni, guarnizioni e cestelli e arriva agli uomini, ai loro progetti, ai loro sogni. Come devono essere i racconti, del resto.

A Pino Torinese, il 5 ottobre alle 21.00, apre la rassegna di teatro “Classica e scienza”. È curata da Maria Rosa Menzio che è anche l’autrice del primo dei testi messi in scena: Carteggio celeste. La presentazione recita: il testo trae spunto dalle lettere di Suor Maria Celeste alpadre Galileo e dal difficile iter scientifico del grande astronomo.
Si parla di Galileo e della terra che si muove, del nostro mondo che non è il centro dell’universo, ma anche della difficoltà che hanno i pionieri del libero pensiero ad affermarsi. Ricordiamo la figura della figlia di Galileo, che lo aiutò col suo appoggio nei momenti più travagliati dell’esistenza del padre. Narriamo nei particolari quotidiani la vicenda di una monaca che fu sempre un gradino più su delle altre: figlia di tale padre, lo comprese, e pur nel rispetto della vita religiosa, lo difese. Parliamo dell’abiura cui dovette
sottostare un genio come Galileo, di scoperte tecnicoscientifiche.
Con un particolare in più: i pensieri segreti di Suor Maria Celeste, che avrebbe voluto sposarsi e non poté, perché figlia illegittima. A volte torna l’astio per il padre, ma temperato da affetto e ammirazione. In ogni caso, Galileo scienziato resta sempre uomo, e come tale fallibile.

Se siete in zona.

Giorno di notizie

24 Settembre 2007

Lui l’avrebbe raccontato meglio. Sicuramente avrebbe messo una citazione di Paolo Conte, una di Fenoglio, una di Giovanni Lindo Ferretti e una di Wittgenstein.
Il viaggio, le alpi apuane, la massa della moto e il calore del suo motore, il vento la solitudine il mondo che scorre accelerato ai fianchi.

Poi nei dettagli l’impatto, l’anatomia squarciata della moto e quella rossa umana, la trafila moderna e al contempo medievale per accedere in corsia ospedaliera, i dosaggi farmacologici, i due interventi d’urgenza.

Luciano Celi l’avrebbe raccontato meglio, come ha fatto in Log book.

E ancora non è detto non lo faccia. Dal coma può uscire, il fegato stracciato si può ricucire, o sostituire. Oggi non abbiamo che questa mia sintetica narrazione, e soprattutto la speranza forte di leggere un giorno – presto – la sua.

Renzo Tomatis

24 Settembre 2007

Sei mesi prima, mi scriveva, giustificando la consegna anticipata del suo racconto per Tinsuac – il libro.

Spero di non crearti complicazioni, ma sappi che lo faccio perché, per via di alcuni problemi non minori, nei prossimi mesi non sarò molto puntuale nella mia corrispondenza.

Non l’ho più sentito. Tre giorni fa i suoi problemi non minori sono terminati. Non ho mai visto il suo volto, né stretto la sua mano; ho conosciuto la sua cortesia, ricorderò la sua delicatezza.