Per coincidenza

9 Novembre 2009

[Racconto di Anamaria Voicu, selezionato come vincitore tra quelli prodotti nel laboratorio di scrittura e scienza tenuto da Robert Ghattas al Liceo Scientifico Alessi di Perugia, nella primavera 2009].

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Bibip… Bibip… Bibip… la sveglia delle sette suona proprio quando sogni qualcosa di bello, il cuscino non è mai stato così comodo e la coperta è più calda che mai. Eu lo non si ferma… Bipip… Bibip… Bibip… fino a che, alla fine, sei costretta a svegliarti e smanacciare per non sentirla più.

Maddalena, come tutti i ragazzi della sua età, odiava il momento in cui si doveva svegliare, il lunedì soprattutto, il primo giorno di un’altra settimana di scuola. Odiava quelle quatto pareti quando fuori c’era il sole. Per non parlare delle due ore di matematica. Odiava di più fare tutti quei conti o la professoressa che a lei sapeva dire solo una parola, quattro?

La lezione, quel lunedì, era peggio di quanto si aspettasse: le rette, con le solite definizioni che non serviranno mai niente a nessuno. Sulla lavagna c’era scritto:

Rette incidenti: rette che hanno un solo punto in comune.

Rette parallele: rette distinte di uno stesso piano che non hanno alcun punto in comune.

Rette coincidenti: rette parallele che hanno un punto in comune.

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