uik end da scrittori

25 Maggio 2009

Ma la vecchia, mai defunta (spero), idea del uik end dello scrittore?… No eh? Démodé ?

A causa dell’enorme distanza dalla Terra, i pianeti sembrano muoversi sulla volta di un cielo di stelle. Quando i pianeti, ciascuno sulla propria orbita, si trovano allineati con la linea di vista di noi terrestri, ci appaiono raggruppati, quasi fossero prossimi a uno scontro cosmico. Qualche falso profeta ne approfitta allora per prevedere disastri regolarmente disattesi.

- Quando ce lo dissero, eravamo lì al solito posto, in riva al mare, con le canne da pesca pronte all’uso – iniziò pensieroso Qwfwq – I pianeti, i pianeti tutti si sarebbero raggruppati nel cielo,  quella notte, a formare una luce grande quasi quanto la luna, dicevano, certamente più grande, asseriva qualche esperto, ma più del sole, aggiungevano altri, rivedendo i dati, calcolando e distribuendo pesi e misure.

- Occosa volete ‘he succeda, bischeri! – ci ammoniva LiPiFi – Tutt’al più, e’ saranno ‘ome tre o quattro lucciole, mi’a altro! -

- Ma sei matto LiPiFi! Dice viene giù il cielo! -

- Seee, ir cielo! Ar più viene su l’acqua! -

- L’acqua, come l’acqua? -

- A occhieccroce, secc’è una nova luna e’ ci saranno anche più maree, no? – diceva.

L’appuntamento di noialtri amici, creduli o increduli,  era per la mezzanotte, dietro lo scoglio grande, quello a forma di fungo, più o meno a cinque minuti di nuoto veloce dalla riva.

Tn,m ed io arrivammo per primi, eccitati come bambini, sulla barchetta di legno che già avevamo usato, un paio di eoni prima, per le nostre spedizioni sulla Luna. Eravamo nervosi e inquieti, e si capisce: i pianeti sembravano acini d’un grappolo d’uva, tanto erano vicini fra loro, e a quei tempi l’universo era ancora in rodaggio. Non eravamo affatto sicuri che le cose fossero state fatte bene, calcolando ogni dettaglio, prevedendo ogni incidente, contemplando ogni possibilità. Noi stessi subivamo variazioni di forma inattese e incoerenti e, ad aumentare l’inquietudine, qualcuno aveva messo in giro voci su un certo Noè e una sua imbarcazione particolare.

Tn,m aveva portato con sé un metro, uno di quelli di metallo che si srotolano da un astuccio rotondo, con un laccetto per appenderlo al polso. Ma non appenaci apparve di fronte con la sua scialuppa colorata capimmo che l’idea migliore l’aveva avuta L00L, come al solito:

-Cento metri di filo a piombo, – ci urlava lei, attraccando con la sua scialuppa colorata e fissandola alla nostra. – Quando la marea sale, caliamo il filo fin quando non tocca il fondo. E poi… poi vediamo se sarà davvero più alta del solito, questa marea!-

Tn,m ed io ci guardavamo, senza sapere cosa dire. Per me era una bella notte di sale, con un mare così grande e sereno che pareva camminare sulle onde, un mare dolce e pulito come doveva essere la casina di L00L, a giudicare dal suo volto luminoso e sereno. In una notte così, che poteva accadere se non respirare l’aria fresca e umida a pieni polmoni?

Però, ci ricordava L00L, non era il mare che dovevamo temere, ma il cielo. Avevano detto che dovevamo temere quella Luna e quei punti luminosi raggruppati a formare una mora di rovo o un’infruttescenza di lampone. Temerli, che idea balzana! A poterli prendere, sarebbero stati tutti nell’incavo della mano, come un sorso d’acqua. Trascorsero diverse ore, nelle quali Tn,m, L00L e io ci facemmo cullare dalle onde, passandoci il filo a piombo da una mano all’altra, mentre ci ripetevamo uno con l’altro che lo spazio e il tempo non non erano più quelli di prima, quando eravamo tutti più vicini e solidali.

Ma volete che ve lo dica? Non accadde niente. Arrivò l’alta marea, certo, ma i nostri fili registrarono una marea normale, che sollevò le barchette fin dove l’avevano sempre sollevate, non un ala di farfalla di più. Finalmente tranquillizzato, Tn,m si addormentò. L00L ed io lo adagiammo nell’angolo più comodo della barca di legno, poi riavvolgemmo il filo della sua canna e ci sedemmo uno di fronte all’altra, nella scialuppa colorata di L00L.

E sotto il chiarore delle stelle, sotto quel grappolo di pianeti allineati, L00L e io, adagiati su un mare che aveva aspirato al cielo senza nemmeno pensare di sfiorarlo davvero, iniziammo a guardarci negli occhi. In silenzio, come non era mai successo prima. Fin quando ci sentimmo una sola persona.

Bisogna sempre credere ai profeti.