La solitudine dei numeri primi
16 Maggio 2008
Paolo Giordano è abbastanza tinsuac con la sua “Solitudine dei numeri primi”. La matematica – ma forse è meglio dire la scienza – dà forma al suo sguardo rigoroso ed esterno sulle persone, sui loro comportamenti e prima ancora sui loro sentimenti.
Il fatto che Mattia e Alice – i protagonisti del romanzo – siano due primi gemelli, “vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero”, è dolorosamente vero. E la loro gemellitudine sta proprio tutta nell’impossibilità di dire chi dei due sia il protagonista e nel costringerli assieme a dividersi questo ruolo.
Poi ci sono i tic, le abitudini, il nascondersi nella matematica di lui. E le sofferenze di lei, il cibo che non va giù, il corpo vissuto e visto dal di fuori.
Mattia soffre nell’anima e Alice nel corpo. E questo genera in lui una sofferenza fisica e in lei una sofferenza spirituale. Gemelli.
Ma è lo sguardo di Giordano, al tempo stesso freddo e partecipe a far di questo romanzo un’opera che ha a tutti gli effetti “la scienza di fianco” e che prevede la scienza come una delle chiavi per leggere e interpretare il mondo e gli uomini. Senza nessuna speranza, certo, se non quella di una vita che lascia sempre prima o poi l’opportunità di rincontrarsi, di stare un po’ vicini. O almeno quasi.
Per chi non l’avesse capito: consiglio di leggerlo.
Daniele, io penso di averlo capito, ma voglio leggere ugualmente il libro! Grazie di averlo segnalato.
Annarita
Ulterire testimonianza di come gli scienziati possano anche essere ottimi scrittori.la creatività che accomuna scienze e letteratura si rende tangibile.
sottoscrivo,da leggere.poetico.
Un libro meraviglioso.
Un romanzo che vale davvero la pena di leggere
[...] Qui il post dal blog degli autori di Tutti i numeri sono uguali a cinque, che leggerò, prima o poi. [...]
ma quanta roba c’è, dentro quel libro?