… noi che abbiamo visto Genova (III)
10 Novembre 2007
Continua la ricezione di materiale prodotto durante i laboratori di Genova; oggi tocca a due testi poetici di Laura Bianchi. Il primo pezzo è nato ispirato da uno degli oggetti che erano presenti sul tavolo degli spunti – delle gocce di vetro di un lampadario – mentre nel secondo il lesmapi va ad unirsi al bodi, al bolone e al divorano nati dall’esercizio di Primo Levi sull’invenzione di un animale.
Senza titolo
Tre gocce altalenanti,
risveglio disarmante
confuse visioni
che perdono contorni
legandosi in volute
rompendosi, frammentandosi
in schegge colorate.La forma rassicurante,
neutra, incolore,
liberandosi
vibra delle sue possibilità.Lesmapi
Lesmapi avvolta
da gusci salivari,
baccello languido
che pianta madre
lancia travagliando.
Poi, la luce cresce:
occhi smeraldini,
gambe ventosine,
mente intraprendente
che si sposta con intenzione
di audaci movimenti
che il corpo ha dotato di bulbi.
S’aggrappa in groppa
a genti senza indugio
su abiti arditi o spenti.
Ignora confini
di lini, lane, pelli, cotoni o artifici
al fine di sfamarsi e riprodursi
in climi miti.
Per ultimo tiene traiettorie,
incisivi recapiti,
resi arbitrari da condizioni
naturali compromesse,
da chi può scegliere
di indossare
lini, lane, pelli, cotoni o artifici.