Ventinove
18 Agosto 2007
Numero primo che non si spiega con altri numeri, numero bisestile, numero del rame umile di pentole, sonante di denari, veloce strada elettrica.
Così sia, questo mio ventinove: primo e nuovo, lungo e particolare, semplice, ricco, elettrico.
Tinsuac al Perugia Science Fest
2 Agosto 2007
Vent’anni fa moriva Primo Levi, chimico e scrittore. Fu lui ad affermare che non sarebbe stato scrittore senza essere prima scienziato. Lo scienziato e lo scrittore condividono la curiosità per il mondo e il desiderio di raccontarlo. Per questo lo scrittore scrive e racconta, lo scienziato conta e descrive. Poi succede che l’uno prenda spunto dal lavoro dell’altro, o che l’altro utilizzi il linguaggio dell’uno per rendere migliori i propri risultati.
Succede anche che tra qualche giorno il fratello maggiore di questo blog, Tutti i numeri sono uguali a cinque (Springer, 2007), il libro, sarà di carta e inchiostro e non solo più di bozze e ciano. E lo troverete in libreria, dal 1° settembre.
Succede pure che noi tre, curatori del libro e iniziatori del blog, saremo al Perugia Science Fest 07, il 10 e l’11 settembre per presentare il libro e per tenere un laboratorio di scrittura dedicato a chi ama la narrazione quanto la scienza. La presentazione non sarà solo una presentazione. Ma il laboratorio è un laboratorio! Sarà l’occasione per produrre e confrontare brevi testi che sappiano coniugare i due aspetti, ma anche per aderire a un laboratorio permanente che cammina sulle orme di Tinsuac. Partecipate numerosi (informazioni sul sito e sul programma del PSF) e divertitevi con noi.
Si parte da uno spunto (una frase, un’immagine, un oggetto, un filmato) e poi spazio e tempo per scrivere riscrivere e descrivere. Come in uno studio scientifico e un laboratorio d’arte, il lavoro termina con il confronto dei risultati, con commenti, discussioni, critiche e elogi.
I testi migliori potranno comparire qui. Speriamo.
Vengono i giorni che si scrive
1 Agosto 2007
Oggi è in forma, va veloce, mi accarezza leggero. Credo anche sia seduto nella posizione giusta, perché non sbaglia un tasto: non ha usato ancora una volta la freccetta indietro. È una di quelle volte in cui il ritmo delle dita è proprio il ritmo dei pensieri, la scrittura scorre fluida e riesce a controllarsi a tal punto da rallentare impercettibilmente se deve cercare una parola che comunque trova subito. Leggi il seguito di questo post »