Maledetta la fisica! No: maledetti i principi di inerzia e d’impenetrabilità dei corpi. Senza di loro sarebbe andato tutto bene.

Il naso di Sara freme appena un po’: un mix di paura, sangue, sudore, alcool, medicinali vari aleggia per la sala d’attesa e la distrae dalla tempia che pulsa, dal sangue sulla manica della camicetta, dalla stupidità di cui si sente protagonista.

Erano alla fine della vacanza, nessun problema all’orizzonte, cinque bei giorni di relax alle spalle, giusto quel calo di tensione che toglie l’attenzione e fa sbattere la testa – per fortuna di striscio! – contro un cartello…

Sara sa che Giovanni pensa che se lei non camminasse con quel suo passo da generale non andrebbe a sbattere di continuo.

Sara sa che Giovanni sa che se dicesse qualcosa del genere lei gli sbatterebbe in faccia i suoi – di lui – ritardi continui.

Così Giovanni un po’ per amore un po’ per prudenza tace.

Certo che lo slancio, l’inerzia per la precisione, non le ha permesso di vedere, di accorgersi che il cartello era proprio lì, all’altezza dei suoi occhi. E poi quest’affare che un corpo non può occupare lo spazio di un altro è proprio un bel fastidio. Così si ritrova con la tempia squarciata – un bel sette – da un cartello di sosta vietata. E la camicetta macchiata di sangue.

2 Risposte a “Inerzia e impenetrabilità dei corpi”

  1. Mi capita, mi è testé capitato, di vivere un fatto, o piuttosto come in questo caso di assistervi, di esserne testimone da lontano e il solo fatto di averlo visto, guardato, recepito me ne suggerisce una trasposizione in racconto. C’è un pensiero che mi guida. Colgo che in un episodio – quello – è centrale il principio d’impenetrabilità dei corpi. Dove ci sto io non ci puoi stare tu. Se c’è un oggetto in quell’esatta porzione di spazio non ce ne può stare un altro. E da cosa nasce cosa, una collisione reale si trasforma in una collisione immaginata tra una testa e un cartello. Anche se nella realtà di teste e di cartelli non ce n’erano.
    Trovo fecondo fissare questi episodi trasposti sulla carta. il post è proprio uno di questi miei esperimenti.

  2. robertghattas detto

    hai ragione.
    presto racconto un pensiero che mi è capitato e che ha a che fare con le unghie.

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